La sera delle occasioni perdute

L’azione si svolge in una angusta e sperduta stazione ferroviaria di provincia, dove un uomo e una donna, in attesa del treno che li porterà a destinazione, assurgono a ruolo di protagonisti in altrettante vicende create dalle loro fantasie.

In questo tuffo nell’immaginario i due anonimi pendolari avranno modo di poter operare una sorta di rivalsa nei confronti di una vita reale scialba e incolore, ma la condizione di “eterni sconfitti” non darà loro alcuna possibilità di rivincita. I sogni ad occhi aperti di entrambi saranno farciti di stesse banalità, stessi luoghi comuni, stesse figure – un venditore di panini e un ferroviere – e da dialoghi poco accattivanti.

Accade, dunque, che l’opportunità di liberarsi delle loro frustrazioni sfuma miseramente, e proprio laddove potrebbe essere estremamente facile farlo: in un sogno. Qui, le profonde frustrazioni avranno sopravvento su ogni cosa e toglieranno al Ferroviere e al Venditore di panini la possibilità di essere utili. Anzi, saranno vittime di litigi e alterchi loro malgrado.

Le similitudini fra i due avventori appaiono dunque chiare, ma la loro incapacità comunicativa gli impedirà qualunque passo verso una possibile socializzazione. Tutto ciò accadrà in una manciata di secondi, come sancirà l’Anima dell’orologio, una malinconica, bizzarra figura calata perfettamente nei panni di un oracolo d’altri tempi.

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