Aggressione con l’acido, la Cassazione ha deciso “Il bambino potrà essere adottato”

È stato dichiarato adottabile il figlio di Martina Levato e Alexander Boettcher, i due giovani responsabili delle aggressioni con l’acido relative al 2014 avvenute nella città di Milano. Lo ha deciso la Cassazione nella giornata di ieri con la sentenza n. 1431 respingendo il ricorso dei genitori e confermando l’adottabilità del bambino nato nell’agosto del 2015 e che al momento si trova in preaffido presso una famiglia. È stato respinto anche il ricorso dei nonni che nell’udienza del 30 novembre scorso si erano proposti come adottanti tramite il sostituto procuratore della Suprema Corte. I due genitori del piccolo, sono stati condannati rispettivamente a 23 anni in grado di appello e 14 anni di carcere lui, e vent’anni Martina. Si trovano infatti in carcere dal 2014 per avere aggredito con l’acido circa 3 persone.

Tra l’altro questi comportamenti delittuosi così definiti dei giudici, sarebbero stati commessi proprio quando Martina aveva ancora in grembo il bambino. Il bambino che adesso ha due anni e mezzo, ha vissuto praticamente da sempre in una casa famiglia ricevendo comunque periodicamente le visite sia dei genitori che dei nonni. Nel corso dell’udienza del 30 novembre era stato il sostituto procuratore generale della Suprema Corte Francesca Ceriani a sottolineare come i genitori della Levato, avessero in realtà tutte le carte in regola per poter ottenere l’affidamento del nipote.

Proprio in quell’occasione, la stessa aveva riferito che i figli non si tolgono nemmeno a mafiosi perché ogni bambino ha diritto a crescere nella famiglia dove è nato. Queste parole però sembra non abbiano convinto affatto i giudici della Cassazione che hanno stabilito che il figlio della coppia debba essere adottato da una famiglia esterna soprattutto alla luce della lunga detenzione che i suoi genitori dovranno affrontare. Inoltre, è stato dichiarato che neanche i nonni materni hanno dimostrato una reale presa di coscienza delle atrocità della condotta della figlia e valutando il superiore interesse del minore, va detto che il bambino non può assolutamente restare legato alla famiglia di origine, perché inevitabilmente sarebbe costretto a confrontarsi con una drammatica storia familiare dei suoi genitori.

Levato ha accolto il verdetto dei giudici con grande dolore e delusione, sono queste le parole riferite dal legale l’avvocato Laura Cossar, che ha comunque preannunciato ricorso davanti alla Corte europea per i diritti dell’uomo. “Rispettiamo le figure di questi nonni, ma l’impegno che vogliono assumersi è sproporzionato alle loro forze, al divario di età, alla durata pesante della pena alla quale sono stati condannati i genitori del bambino che non potranno quindi subentrare presto ai nonni, e al fatto che le aggressioni con l’acido che hanno compiuto denotano un totale deficit di senso civico che può certo essere colmato, ma solo attraverso un processo lungo e dall’esito incerto”, è questo quanto riferito dal legale rappresentante del sindaco sala di Milano visto che il comune ha tenuto in affido il bambino e aveva chiesto di respingere la richiesta di adottabilità da parte dei nonni del piccolo.

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