Bologna, avvocato allontanato dall’Aula di Tribunale perchè porta il velo

Incredibile storia arriva direttamente da Bologna dove ad una giovane praticante avvocato presso lo studio legale dell’università di Modena e Reggio Emilia sarebbe stato negato entrare e assistere ad un udienza presso il TAR dell’Emilia Romagna semplicemente perché Indossava il velo. La protagonista di questa vicenda è Asmae Belfakir,  una ragazza di 25 anni, giovane praticante avvocato che con la collega avrebbe dovuto partecipare ad una udienza su un ricorso legato ad una vicenda di appalti ma sarebbe stata invitata dal giudice Giancarlo Mozzarelli di levarsi il velo altrimenti avrebbe dovuto lasciare l’aula.  La ragazza si sarebbe rifiutata e così è uscita dall’aula non potendo partecipare all’udienza.

Chi interviene o assiste all’udienza non può portare armi o bastoni e deve stare a capo scoperto e in silenzio”,  è questo quanto si legge un foglio appeso proprio davanti all’aula del TAR, dove nella mattinata di ieri la ragazza si era recata per poter assistere insieme ad una collega ad una udienza. Alla donna sarebbe stato chiesto però di togliere il velo oppure di uscire dall’aula. Asmae Belfakir,  laureata all’Università di Modena e Reggio Emilia con una tesi proprio sul corpo delle donne e la legge islamica, riferisce di non aver mai avuto alcuna esperienza simile a quella vissuta nella mattinata di ieri.

“Non mi era mai successo prima– ho assistito a decine di udienze, anche qui al Tar e nessuno mi aveva mai chiesto di togliere il velo. Nemmeno al Consiglio di Stato. Anche perché non si può assolutamente parlare di problema di sicurezza perché il velo tiene il volto scoperto e quindi sono perfettamente identificabile. Sono sconvolta”,sono queste le parole dichiarate dalla giovane avvocato proprio mentre stava lasciando l’aula. Il giudice avrebbe motivato la sua richiesta spiegandole che si trattava semplicemente di rispetto per la nostra cultura e delle nostre tradizioni. Asmae ne riprende proprio questa affermazione, ovvero il fatto che si parla di cultura e non di legge.

Sulla vicenda Che inevitabilmente ha avuto un certo richiamo mediatico è intervenuto il Presidente del Consiglio di Stato Alessandro Pajno il quale ha chiesto dei chiarimenti sulla questione del velo in aula di udienza ed ha incaricato il segretario generale di richiedere al Presidente della sezione una relazione circostanziata sull’accaduto affinché possa essere effettuata una valutazione dei fatti. Intervenuta anche la comunità islamica che ha parlato attraverso il coordinatore Yassine lafram il quale ha commentato dicendo che urge che le autorità competenti facciano chiarezza.”Non esistono leggi che vietano di portare il velo in un tribunale”. Il giudice, prosegue, “ha detto che si tratta del rispetto della nostra cultura e delle nostre tradizioni”, ma questa, secondo il responsabile delle comunità “è un’arbitraria posizione che vuol giustificare il provvedimento. Una giustificazione che non trova ragione in nessuna legge, tantomeno nella Costituzione, che anzi, tutela la libertà religiosa (tra cui l’abbigliamento).

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