Omicidio Regeni, perquisiti ufficio e casa della Professoressa di Cambridge

Si torna a parlare del caso Regeni e pare che nelle scorse ore siano stati perquisiti a Cambridge l’abitazione e l’ufficio della professoressa Maha Abdel Rahman, Ovvero la tutor della ricerca che Giulio Regeni pare stesse svolgendo dal Cairo per conto dell’Ateneo britannico. Gli inquirenti pare abbiano acquisito il PC, il cellulare e pendrive della docente che seguiva le ricerche dello studente che come sappiamo è morto assassinato in Egitto Nel febbraio del 2016 dopo essere stato rapito e torturato. La perquisizione pare sia stata effettuata dopo che gli investigatori del Cambridgeshire, insieme alla delegazione della procura di Roma abbiano ascoltato la professoressa che poi ha accettato di rispondere a tutte le domande.

In effetti la docente risulta essere ad oggi una persona informata sui fatti ma non risulta indagata. La procura di Roma che sembra abbia trasmesso all’autorità giudiziaria del Regno Unito un ordine di rogatoria dove si chiede l’interrogatorio formale della professoressa che fino ad oggi sembra non abbia mai svelato il vero tema della ricerca omettendo dettagli sulle persone che Regeni avrebbe dovuto incontrare, sorvolando anche sui report che sono stati effettivamente consegnati. I magistrati avrebbero inoltre chiesto di identificare da ascoltare anche tutti gli studenti che l’Università inglese ha inviato al Cairo dal 2002 al 2015 sotto il controllo della stessa docente.

Secondo quanto riferito gli inquirenti in questo modo Sperano che si possa riuscire a dare una risposta ai tanti dubbi e alle tante domande che sono ancora senza una risposta ovvero, Chi ha scelto il tema della ricerca portata avanti da Regeni ed ancora chi ha scelto la tutor e quali erano gli ordini che il giovane doveva eseguire. “I supporti informatici e i documenti acquisiti saranno utili a fare definitiva chiarezza, in modo univoco ed oggettivo, sul ruolo della professoressa nei fatti di indagine”, è questo quanto spiegato dalla Procura di Roma in una nota.

 Torna a parlare anche Abdallah, capo del sindacato autonomo degli ambulanti che pare abbia denunciato Regeni alla National Security egiziana, il quale ha dichiarato: “Io ve l’ho sempre detto che dietro l’uccisione di Giulio c’era la pista dei britannici”. “La prima volta che mi si presentò Giulio fece il nome della professoressa Abdel Rahman, nota oppositrice del Governo egiziano e sostenitrice dei Fratelli musulmani”. “Ho incontrato Giulio diverse volte e gli ho dato una mano a fare le sue ricerche ma quando è venuta fuori la storia dei soldi non me la sono sentita di continuare e quindi ho detto alla polizia ciò che pensavo”, ha continuato Abdallah. Sotto la lente degli inquirenti, dunque, sembra esserci l’argomento così come le modalità della tesi del ricercatore italiano. La professoressa fosse stata già avvicinata per ben due volte dagli investigatori ovvero la prima volta il giorno del funerale di Giulio e la seconda volta alcuni mesi dopo.

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